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Consulta l'Archivio Carlo Sini

Per orientarsi nei materiali raccolti nell’Archivio digitale si consiglia di fare riferimento alla Guida alla consultazione predisposta dai curatori. Digitando nella Barra di ricerca anni di riferimento, parole chiave o titoli completi di seminari, corsi, conferenze di Carlo Sini, si accede all’elenco dei materiali presenti nel sito. I curatori integrano annualmente i materiali dell’Archivio digitale e ne implementano l’indicizzazione. Per una panoramica completa dei materiali cartacei a cui attinge il presente Archivio, si veda la sezione Fondo cartaceo – Inventario

Fondo cartaceo – Inventario

Il portale on-line dell’Archivio Carlo Sini permette di consultare in scansione digitale la buona parte dei materiali presenti nell’Archivio cartaceo Carlo Sini, ma non la loro totalità. Allo scopo di restituire questa totalità, la sezione Archivio cartaceo – Inventario rende disponibile l’Inventario completo dell’Archivio cartaceo Carlo Sini, riordinato nel 2022 da Cristian Bonomi e oggi allocato presso il «Centro Internazionale Insubrico Carlo Cattaneo e Giulio Preti» dell’Università degli Studi dell’Insubria (Varese). In coda alle carte d’archivio, raccolte da Florinda Cambria a partire dal 2012 in concomitanza con l’esordita pubblicazione delle Opere presso Jaca Book, l’Inventario compila anche i titoli di 32 Tesi di laurea dedicate al pensiero siniano. L’Inventario qui presentato è estratto dal libro di Cristian Bonomi, Archivio Carlo Sini. Inventario, pubblicato nel 2023 da Mimesis (Milano-Udine) con il contributo del Dipartimento di Studi Storici e del Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano. Per chiarimenti e consultazioni a scopo di ricerca sul materiale cartaceo non ancora disponibile on-line, la sezione Contatti consente di scrivere non al prof. Carlo Sini, ma ai curatori cui il filosofo ha affidato il proprio Archivio. Scarica l'inventario completo

Guida all’Inventario

Il riordinamento, l’inventariazione e il ricondizionamento del Fondo cartaceo dell’Archivio Carlo Sini prendono le mosse dal lavoro già esordito nel 2012 da Florinda Cambria per organizzare la consultazione on-line di una significativa parte delle carte siniane. La prima versione digitale dell’Archivio fu curata da Teseo Parolini fino al 2018 e riordinata nel 2023 da Andrea Sanson. L’attuale assetto dell’Archivio digitale è stato integralmente realizzato nel 2025 dallo Studio Punctum di Milano.
L’articolazione del Fondo cartaceo proposta nel 2012 da Cambria si ravvisava nelle cinque sezioni del portale originario:

Audio
AC = Audio Conferenze
AL = Audio corsi di Lezioni
AS = Audio Seminari

Inediti
DT = Dattiloscritti
M = Manoscritti

Materiali
m_A = materiali_Articoli e recensioni
m_F = materiali_Foto
m_I = materiali_Interviste
m_T = materiali_Tesi di Laurea

Pubblicazioni
AR = Articoli
DP = Dispense
L = Libri
T = Traduzioni

Video
VC = Video Conferenze
VS = Video Seminari

Presso l’abitazione milanese del filosofo, sita allora in viale Argonne 42, gli incontri preliminari dell’estate 2021, cui intervenne anche il professor Stefano Twardzik (docente di Archivistica all’Università degli Studi di Milano), consentirono di accertare i documenti già coinvolti nell’assetto Cambria, le cui segnature alfanumeriche compaiono oggi tra parentesi nell’Inventario accanto a quelle definitive. Anche per le unità archivistiche ulteriori, aggiunte cioè durante il riordinamento, si riporta tra parentesi la segnatura provvisoria e perlopiù numerica, che adotta la sola lettera B per tracciare la provenienza di alcuni documenti da un baule collocato allora nel salotto di casa Sini.

Negli stessi colloqui estivi del 2021 venne accordato il conferimento all’Archivio Carlo Sini di materiali ulteriori e mai ordinati. Si tratta di due cospicue serie istituite ex novo: i 27 quaderni di lavoro conclusi (serie 4), che provengono perlopiù dal baule del salotto; Vita di Spinoza (serie 6), un ampio progetto a dittico (poema filosofico e sceneggiatura), che per vastità e rilevanza si stabilisce al centro dell’Inventario. Sini trattiene ancor oggi alla scrivania della propria abitazione altri 12 quaderni correnti, i cui appunti sono cioè ancora in uso. I quaderni contemperano annotazioni non distanti dal Diario fenomenologico di Enzo Paci, maestro di Carlo Sini, e note di studio la cui linearità scrittoria viene instancabilmente sospesa da gustosi disegni, sempre corsivi e talora ironici.
In uno dei quaderni conferiti all’Archivio cartaceo, il numero 18, il filosofo annota possibili modalità d’accesso a Vita di Spinoza come l’esercizio di un labirinto, “grande percorso iniziatico che il lettore sfoglia e muove a suo talento, per esempio realizzando un itinerario” con cinque fogli girasole e altrettanti cartigli. I fogli girasole sono grandi formati in carta gialla, ispirati all’impossibile foglio-mondo peirciano e battezzati così per felice intuizione di Florinda Cambria; i cartigli ne sono una versione contratta e ulteriore. Il foglio girasole è officina, doppio e analogon del foglio peirciano che a sua volta lo è del mondo ; non un’opera finita, dunque, ma un’operazione “di quel mondo che per altro verso ha dentro di sé e nel quale si trova” . Dove non riferito diversamente, il formato più frequente dei fogli girasole è 35 x 50 centimetri . Richiesto sul tema, Sini revoca ogni indicazione che possa dirigere il libero gioco di Vita di Spinoza, silloge autobiografica di figure quasi poetiche e “racconto che noi produciamo essendone prodotti” (quaderno 19). Questa parte dell’Archivio risulta forse la più cara al filosofo. La vastità dei fogli interrompe la postura assorta del lettore, costringendolo a farsi esecutore responsabile dei grandi formati. Come a Cnosso, costui intraprende vie inattese fino a raggiungere il centro del labirinto: il Minotauro, oltre cui il cammino ritorna in uscita, trovando le figure dell’andata con lo scarto di una; chi entrò discepolo esce ora maestro. “La complessità di scrittura dei cartigli non è un problema – annota Sini nel quaderno 18 –. È da intendersi come un monumento (non un documento). È come guardare una cattedrale, piena di statue, figure, scritte, mosaici alle finestre: per conoscerla devi decifrare i suoi segni” . I cartigli sono fogli girasole straordinari, percorsi anch’essi da scritto e disegno ma per contrarre la riflessione esplosa sui fogli girasole ordinari, istituendo così una pulsazione di rimando tra le due tipologie della serie Vita di Spinoza. In tutti questi esercizi, disegno e parola sono con-fusi e fusi-con per confondere e spezzare la linearità della scrittura. Di fogli girasole e cartigli è stata eseguita la scansione integrale, ora disponibile on-line.
Lo stesso baule, da cui proviene la quasi totalità dei quaderni (serie 4), offre i materiali confluiti, in base alla natura della documentazione e al formato delle carte, nelle serie: Corsi presso l’Università degli Studi di Milano (serie 1), Conferenze e seminari (serie 2), Fogli girasole e partitura (serie 3), Appunti sciolti (serie 5) . Nessuna delle unità emerse dal baule è per ora disponibile sul portale on-line. L’ultima serie individuata da questo Inventario, la numero 11, ordina i supporti audiovisivi di lezioni, interviste e conferenze rinvenuti in casa Sini: si tratta di audiocassette, CD e DVD che corrispondono solo in parte a quanto già riversato sul sito internet.
Le undici serie sono spontaneamente emerse dalla ricognizione delle carte e dalla riflessione condivisa sul lavoro svolto da Florinda Cambria. A ogni serie l’Inventario premette un cappello introduttivo che ne dettaglia le peculiarità. L’unità archivistica (fascicolo) è il grado descrittivo raggiunto, come avviene generalmente negli archivi . Fanno eccezione due serie: la 4, in cui si anticipano sommariamente gli argomenti affrontati nel singolo quaderno; la 6, in cui si declina il titolo della singola unità documentale (foglio girasole o cartiglio) per agevolare un accesso più mirato a formati molto ampi e poco maneggevoli. All’interno di ciascuna serie, le unità archivistiche sono riordinate per successione cronologica e hanno una numerazione che riparte da 1 per ogni serie, lasciandola così aperta a ulteriori versamenti.
Anche dove per brevità la descrizione archivistica non la annoti, una speciale alleanza di segni e disegni, scrittura e colore si conferma trasversale alle carte: personali, di studio, a corredo di corsi, seminari e conferenze. Questo stile si perfeziona in Vita di Spinoza che, con la sceneggiatura di un possibile film (sottoserie 6B), mira a integrare un’altra innamorata abilità del filosofo: la musica, di cui Sini adotta il supporto (fogli pentagrammati marca Ricordi) e lo adatta anche ad appunti ulteriori. I disegni sono eseguiti a pastello nei quaderni, la cui consistenza di pagina non sostiene l’acquarello, tecnica preferita nei fogli girasole.
L’Inventario del Fondo cartaceo impiega gli accorgimenti della rientranza e dell’asterisco per descrivere i materiali del sito internet, ulteriori a quelli fisicamente presenti nell’Archivio. L’espediente permette di inserire cronologicamente gli audio e i video, disponibili nell’Archivio digitale alla data del 2023, entro tre serie: Corsi universitari (serie 1), Conferenze e seminari (serie 3), Interviste (sottoserie 9B). La descrizione dettaglia titolo, data e (se accertato) luogo della registrazione; segue la dicitura “vedi sito internet” che segnala la sezione del portale dove accedere al contenuto on-line. Il materiale digitale non rientra nella numerazione d’Inventario, come si intende dall’esempio che segue, in Conferenze e seminari (serie 2):

  • “L’epoca delle passioni tristi. Lifting, la passione dell’eterna giovinezza”, conferenza tenuta il 15 ottobre 2010 a Misano Adriatico per la Civica biblioteca. Vedi sito internet, video, conferenze.

Nella serie 1 si segnalano in rientranza anche le fonti utili a colmare le lacune altrimenti riscontrabili nella sequenza cronologica dei corsi tenuti presso l’Università degli Studi di Milano.
La descrizione del singolo pezzo rinvia tramite l’abbreviazione cfr. ad altra consultazione: esterna (il sito internet, i libri) e soprattutto interna, nel caso di unità archivistiche menzionate altrove nello stesso Inventario; vengono così in risalto correlazioni possibili tra le varie parti dell’Archivio. In questo caso i rimandi indicano la serie e il fascicolo, ma non il numero di corda delle buste.
La conclusiva operazione di ricondizionamento distribuisce i documenti in 26 buste (cartelle) orizzontali “a box” che, come le camicie dei fascicoli interni a ciascuna, si misurano nei formati A4 (15 buste), A3 (7 buste) e A2 (4 buste) forniti dalla CTS s.r.l. Per favorire il lavoro sulle carte e la loro consultazione da parte degli studiosi, il fondo archivistico (attualmente in 26 buste) viene allocato prima nella sede milanese dell’Associazione Mechrí / Laboratorio di filosofia e cultura, in via Spoleto 4, e poi nella sede del «Centro Internazionale Insubrico Carlo Cattaneo e Giulio Preti» dell’Università degli Studi dell’Insubria (Varese), presso cui si trova. L’Archivio cartaceo si considera ancora aperto, giacché il filosofo ha consentito di aggiungere un ulteriore versamento di carte, la cui inventariazione risulta in corso.
Al domicilio del filosofo si rilevarono inoltre 2 scatole di pieghevoli e inviti riferibili a conferenze diverse, una serie d’agende, alcuni contratti editoriali, poche corrispondenze cartacee, 2 album fotografici e alcuni scatti sparsi nella stanza allora destinata a studio: d’intesa con Sini, si ritiene di non collocare questi materiali in Archivio. Restarono allora nello studio del filosofo anche le Tesi di laurea. Si tratta di elaborati finali che ebbero Sini per relatore o il suo pensiero per argomento principale o laterale. Non scansionate, queste Tesi vengono descritte nella serie 10 dell’Inventario. Alle 38 dissertazioni finali, fisicamente riscontrate sugli scaffali del filosofo, si integrano in Appendice 11 titoli d’elaborato circa il pensiero siniano non presenti ma ricavati dall’Archivio Tesi presso la Direzione Servizio bibliotecario d’Ateneo dell’Università degli Studi di Milano. Le dissertazioni finali (a ciclo unico, triennali e magistrali) rinvenute in casa Sini rappresentano un numero esiguo specie rispetto agli elaborati di cui il filosofo fu relatore: 265 nei soli anni dal 1989 al 2009 ; la loro interezza si conserva già presso l’Archivio Tesi dell’Università degli Studi di Milano.